DIAMANTI VERDI

I diamanti verdi sono talmente rari che spesso se ne ignora l’esistenza; la maggior parte dei rari esemplari proviene dai giacimenti sudamericani o africani.

Per diamanti verdi si intendono sia quelli con colore verde “puro” sia quelli con tonalità sovrapposte come il giallo, il blu, il marrone e il grigio, ognuna delle quali è causata da diversi difetti a livello atomico nel diamante naturale (Fonte: GIA). Al contrario degli altri diamanti fancy, che devono la propria colorazione a impurità chimiche (blu e giallo) o a deformazioni plastiche (rosso, rosa, brown), la principale causa del colore verde è da ricondursi a difetti della struttura cristallina prodotti dall'esposizione a radiazioni; l’energia di tali radiazioni è sufficientemente elevata da spostare alcuni atomi di carbonio dalla loro posizione originaria creando dei “vuoti” e il correlato assorbimento della luce nella parte rossa dello spettro del visibile.

Nell’ambito dei diamanti verdi, sono da annoverare anche i diamanti cd. “camaleonte”, rarissimi tra i rari, la cui caratteristica è estremamente affascinante. Se lasciati al buio per un periodo di tempo sufficientemente elevato (da giorni a settimane) perdono temporaneamente la loro componente verde, mostrando la sola tonalità secondaria gialla o arancione. Basta esporli nuovamente alla luce, per pochi minuti, affinchè riprendano la loro colorazione verde. La causa di tale temporaneo cambiamento di colore resta ignota.

I diamanti verdi, come i rossi e viola, sono i piu rari al mondo e, quindi, i pochissimi esemplari con carature superiori a 2 carati sono oggetto di aste milionarie.

Basti pensare che, fino al 2009, il piu grande diamante verde di grado “fancy vivid” mai scoperto fino a quel momento, pesava “solo” 2.54 carati e fu aggiudicato da Sotheby’s per 3.08 milioni di dollari.

OCEAN DREAM

OCEAN DREAM

Nel 2016, questo record è stato superato da un altro diamante verde/blu “fancy deep”, l’Ocean Dream, un meraviglioso esemplare da 5.51 carati (1.102 g) dal taglio triangolare. L’Ocean Dream, nonostante il suo grado di purezza SI1, (il piu basso nell’ambito delle inclusioni non rilevabili ad occhio nudo), è stato battuto in asta da Christie’s per 8.26 milioni di dollari (1,5 milioni di dollari per carato). Sebbene si tratti di un esemplare che non é particolarmente grande né puro, la sua colorazione unica (verde/blu) lo rende una delle pietre più rare al mondo. Proprio a causa di tale caratteristica colorazione, il Gemological Institute of America (“GIA”) ha effettuato numerosi controlli volti a verificare se l’origine del colore fosse naturale o artificiale; all’esito di tali analisi è stato confermato che quella meravigliosa colorazione è il frutto di milioni di anni di esposizione del diamante a radiazioni naturali.

AURORA GREEN

AURORA GREEN

Sempre nel 2016, l’”Aurora Green”, un diamante verde “fancy vivid da 5.03 carati (proveniente dal Brasile), è stato aggiudicato alla Chow Jewellery di Hong Kong, per 16.8 milioni di dollari (oltre 3.3 milioni di dollari al carato). Il diamante, con grado di purezza VS2 e dal taglio rettangolare (10.76mm x 8.18 mm), è montato su un anello ed è circondato da diamanti rosa taglio brillante. Si tratta del diamante verde di grado “fancy vivid” più grande al mondo.

DRESDEN GREEN

DRESDEN GREEN

Ma il diamante verde più antico e più famoso al mondo è il Dresden Green (40,72 carati - 8,144 grammi) proveniente, probabilmente, dalle celebri miniere di Golconda, in India. La data del suo ritrovamento è ignota ma sappiamo che, nel 1741, è stato acquistato da Federico Augusto II di Sassonia alla Fiera di Lipsia. Nel 1768 il diamante fu inserito in un ornamento estremamente prezioso, comprendente altri due diamanti di grande caratura e 411 pietre preziose di piccole dimensioni. Questo splendido gioiello è, poi, “sopravvissuto” indenne: alla guerra dei 7 anni, alla guerra di liberazione, alla prima ed alla seconda guerra mondiale e, da ultimo, al furto miliardario che, il 25 novembre 2019, ha colpito il Castello di Dresda e, in particolare, la sala delle Volte Verdi dove era custodita la piu grande collezione di gioielli d’Europa, tra cui il “Dresden Green”. Per un’incredibile coincidenza, il preziosissimo gioiello, in quello stesso giorno, si trovava al Metropolitan Museum di New York, dove si stava inaugurando la mostra “Making Marvels”, dedicata ai tesori delle famiglie reali d’Europa dal 1550 al 1750. 

Negli anni ‘80, il Dresden Green è stato concesso al GIA affinchè, dalla sua analisi, si potessero rilevare elementi e parametri utili per l’identificazione dell’origine del colore (naturale o artificiale) in quanto, a causa delle somiglianze tra danni da radiazioni naturali ed effetti del trattamento di irradiazione prodotto in laboratorio, non è mai stato semplice determinare l’origine del colore; fino agli anni '60, l’origine del colore nei certificati era descritta come “indeterminata”.  Il Dresden Green ha, quindi, fornito numerose informazioni utili ai fini della identificazione dei trattamenti che vengono utilizzati, da decenni, per indurre la colorazione verde nei diamanti.

Per quanto riguarda tali trattamenti, occorre sottolineare come la loro “condanna” deriva dal semplice motivo che, troppo spesso, vengono celati con finalità fraudolente, ossia la commercializzazione di un diamante verde con colore frutto di trattamento in laboratorio al prezzo di un diamante verde con colorazione naturale. A parere di chi scrive, il trattamento non è una prassi sbagliata in se per se, visto che anche i cibi, i tessuti e tanti altri prodotti sono oggetto di numerosi trattamenti. Il vero punto è l’assenza di un obbligo legale di trasparenza nel commercio. La vendita diamanti corredati da una certificazione è rimessa alla professionalità e serietà del commerciante, non è imposta per legge. Il consumatore deve essere messo nelle condizioni di scegliere e di pagare ogni oggetto per quello che realmente è. Nell’esercizio di tale libertà, chi non può permettersi il lusso di spendere milioni di euro per un diamante verde naturale, potrà: decidere che è meglio acquistare un altro prodotto piuttosto che un diamante la cui colorazione è stata indotta artificialmente oppure, legittimamente, decidere il contrario. Non occorre esprimere giudizi morali sulla prassi del trattamento ma auspicare ad un obbligo morale (se non legale) di trasparenza ed alla successiva e conseguente libertà di scelta del consumatore.



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